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martedì 17 maggio 2011
Pearl Jam, anniversario con live e film
I Pearl Jam celebrano 20 anni di attivita': per festeggiare la ricorrenza, in concomitanza con il weekend che precede la festa americana del Labor Day (3 e 4 settembre 2011) si esibiranno come headliner in un concerto all'Alpine Valley Music Theatre di East Troy, nel Wisconsin; allo show fara' seguito un tour canadese di dieci date. Oltre a esibirsi dal vivo uscira' in autunno Pearl Jam Twenty, un film diretto dal regista e giornalista musicale Cameron Crowe che ne documenta il loro percorso. Ricavato da oltre 1.200 ore di filmati d'archivio rari o inediti e da piu' di 24 ore di 'girato' recente (interviste ed esibizioni dal vivo), Pearl Jam Twenty e' il ritratto definitivo della band grunge-rock di Seattle. La colonna sonora verra' pubblicata in contemporanea alla distribuzione del film nelle sale, e' stato lo stesso Cameron Crowe a compilare la track list. Ed esce anche il libro, Pearl Jam Twenty, che documenta i due decenni di vita della band. Arricchito da una prefazione di Cameron Crowe, e' stato scritto e compilato da Jonathan Cohen, giornalista musicale di lungo corso e attuale responsabile della programmazione musicale dello show tv 'Late Night with Jimmy Fallon', in collaborazione con Mark Wilkerson (autore di 'Who Are You: The Life of Pete Townshend'). Illustrazioni e grafica sono state curate da Regan Hagar, designer di fiducia dei Pearl Jam nonche' batterista dei Brad e dei Satchel. I concerti ad Alpine Valley del 3 e 4 settembre saranno gli unici show dei Pearl Jam negli Stati Uniti nel 2011; vi si esibiranno amici e colleghi del gruppo come Strokes, Queens of the Stone Age, Mudhoney, e molti altri. Per i concerti canadesi, info su www.pearljam.com.
martedì 10 maggio 2011
Lady Gaga continua a sorprendere...con Judas!
Arriva il secondo singolo estratto dal nuovo album della Germanotta (che uscirà il 23 maggio 2011) dopo l'uscita del brano Born this way. Il titolo della canzone, Judas, lascia naturalmente un segno di riconoscimento unico e riallacciabile solamente alle idee bizzarre e sorprendenti della Gaga. La cantante prende infatti come protagonisti del suo video dei personaggi alquanto...inaspettati forse dai nostri canoni, ma decisamente scontati per lei.
Il video si apre con una banda di motociclisti diretti verso Gerusalemme (gli apostoli, che invece di dodici, sono undici) con addosso dei giubbotti in pelle nera, capitanati da Lady Gaga (che svolge il ruolo di Maria Maddalena) e Gesù Cristo, con una corona di spine dorata in testa ed entrambi avvinghiati di gioielli e pietre preziose. Si mescolano suoni house, tribal-techno e melodie pop richiamanti le melodie degli anni ottanta e soprattutto i vari stili musicali che ha adottato la cantante per ottenere il successo di oggi. Ambientato in un paesaggio che ricorda quelli del regista Fellini, il cortometraggio si sofferma su importanti episodi della vita di Cristo, come il famoso bacio ricevuto da Giuda o la lavanda dei piedi, accompagnate da danze e balletti.
Ma nonostante il video possa essere considerato blasfemo per diversi particolari (partendo dall'immagine di Cristo che viene messo in evidenza e presentato come un ragazzo bello ed attraente) il testo della canzone risulta interessante.
La “Germanotta” infatti si basa sulle esperienze di tutti i giorni, sottolineando il fatto di quanto possa essere difficile scegliere tra due circostanze. In questo caso, il video presenta il bene (Gesù) e il male (Giuda) con Lady G. che mostra forti dubbi; se da una parte vorrebbe seguire la retta via, dall'altra resta affascinata dalla presenza di Giuda, scegliendo così alla fine e con le lacrime la strada sbagliata. Verso le ultime scene del video la donna viene lapidata a causa della sua scelta (una contraddizione, visto che le vicende della Bibbia raccontano che sia stato proprio Gesù a volerla salvare dalla lapidazione.)
In conclusione, ormai conosciamo fin troppo bene le intenzioni di questa star, come sappiamo che la si può solo amare od odiare, senza alcuna eccezione.
Dopotutto, credo che i video come i suoi, rispecchino solo le innumerevoli facce del mondo, e probabilmente stupisce il fatto che lei riesca a mostrare le varie imperfezioni nel modo più realistico possibile...nonostante nella maggior parte dei casi il suo esibizionismo possa esser etichettato in maniera negativa.
Alessia D’Ippolito
martedì 3 maggio 2011
Concerto del Primo Maggio 2011
ROMA – Neri Marcorè è un bravo attore, intrattenitore, imitatore e quant’altro e lo ha dimostrato anche ieri nella conduzione del grande concerto del Primo Maggio. Riuscire a tenere la scena dalle 15 sino alla prima ora del giorno successivo non è facile, ma lui ci è riuscito.Il concerto del Primo Maggio ormai è un po’ come il Festival di Sanremo: si parla del conduttore e non degli artisti che si sono esibiti in una Piazza San Giovanni ogni anno sempre più gremita (fonti non ufficiali parlano di 500.000 presenti). L’altro elemento che non va mai sottovalutato è che il concerto del Primo Maggio è una festa organizzata dai sindacati dei lavoratori e quindi inevitabilmente è una manifestazione che contiene dei risvolti politici o politicizzati; in questa sede non ci interessa comprendere la natura di tali messaggi divulgati dagli organizzatori o dagli artisti, né ci interessa analizzare i medesimi messaggi per capire se siano condivisibili o meno. Vogliamo solo parlare dell’evento nel suo insieme e vogliamo rivivere alcune esibizioni dei numerosi artisti che ieri si sono avvicendati sul palco di piazza San Giovanni.
Fatta questa doverosa premessa, esaminiamo i momenti salienti del concerto di ieri: il pomeriggio ha dato il via alla maratona Eugenio Finardi con “L’inno di Mameli” in versione rock e con un medley di suoi successi e poi è stata la volta di unEdoardo Bennato molto sicuro. I più acclamati in questa fase della giornata sono stati senz’altro i Modena City Ramblers e la Bandabardò, i quali hanno raggiunto il massimo consenso da parte del pubblico rispettivamente con “Bella ciao” e con “Beppeanna”. La sera invece la frotta di gente ha apprezzato soprattutto i Subsonica eCaparezza: quest’ultimo in particolare è apparso in grande forma in “Goodbye Malinconia”, pezzo in cui ha partecipato un Tony Hadley che ormai sembra in grado di esprimersi meglio adesso, rispetto a quando cantava negli Spandau Ballet a metà anni ’80 (tra l’altro il gruppo in questione recentemente si è riunito, ma questa è un’altra storia).
I 150 dell'Unità d'Italia - Storia, Patria e Lavoro era il tema di quest’anno non propriamente originale visto che ormai se ne sono occupati già tutti, ma è doveroso riconoscere che, televisivamente parlando, è stato affrontato nel migliore dei modi.
Oltre agli artisti già citati, sono stati invitati per ovvie ragioni solo artisti italiani e per questo motivo erano presenti nomi fondamentali per la musica del nostro paese: Gino Paoli, il duo Dalla-De Gregori e poi soprattutto Ennio Morricone.
Gino Paoli: anche lui alla sua veneranda età canta molto meglio e la sua versione di “Va’ pensiero” ne è una riprova; Dalla e De Gregori: adesso si vede che il loro “Work in progress” procede bene, perché sembrano più affiatati rispetto alle prime esibizioni della “reunion” in cui erano apparsi un po’ incerti; Ennio Morricone: l’ “Elegia per l’Italia” diretta da lui era doverosa in base al tema di quest’anno e l’orchestra collocata sul palco per la serata (nonché per la prima volta al concerto del Primo Maggio) ha retto bene l’impatto ed in taluni casi ha accompagnato egregiamente anche alcuni artisti presenti nella scaletta serale (vedi ad esempio i Subsonica).
Ovviamente si sono avvicendati numerosi altri artisti sul palco del Primo Maggio e sebbene il cast quest'anno dal punto di vista televisivo fosse perfetto, è opportuno anche notare che in un contesto del genere si dovrebbero privilegiare i giovani che accorrono ogni anno in piazza San Giovanni, magari scegliendo artisti che in questo momento storico sono più in sintonia con la manifestazione e con il suo scopo.
Il concerto del Primo Maggio infine non può tener conto della pubblicità, del Tg della sera o di altre interruzioni tipicamente televisive e soprattutto non deve essere una nuova “messa cantata” simile al Festival di Sanremo e viceversa, ma forse è già così da alcuni anni. Tutto come previsto.
www.net1news.org
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domenica 17 aprile 2011
La Reginetta del Pop torna sul trono.
Col suo settimo lavoro la cantante, ballerina e attrice statunitense Britney Spears torna prepotentemente a cavalcare le scene per riprendersi il titolo di "Reginetta del Pop" che a parer di molti non meritava più. Il suo nuovo album si intitola "Femme Fatale" uscito nei negozi il 29 marzo,ed è stato anticipato dal singolo "Hold it Against Me" e subito dopo seguito da "Till The World Ends". Tutto dance ed elettro, un cd creato per divertirsi, per ridere, per sentirsi in pace con se stessi ed il proprio corpo. La cantante confessa di aver riposto molte speranze in questo disco, poichè lungo e faticoso è stato il tempo dedicatogli (quasi due anni). In maniera particolare ha detto che "Femme Fatale è dedicato a me e ai miei fan, che mi hanno sempre sostenuto e percorso con me ogni passo del mio cammino!”. E Femme Fatale non è forse quello che Brit è sempre stata? Ammaliante, sexy,provocatrice, bella, sempre con lo sguardo accattivante, sempre con il sorriso malizioso, che neanche i momenti più duri hanno cancellato. Ci auguriamo che questo nuovo disco significhi davvero una nuova vittoria, un nuovo punto dal quale partire per continuare a scrivere quella storia del pop che, a chi piaccia o no, lei scrive da ormai tredici anni.Ilaria Covello (Lois Lane)
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