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lunedì 23 maggio 2011

Dell'Utri a canestro – Marco Travaglio

Buongiorno a tutti, questa settimana ci sarebbero tante belle notizie di cui parlare, ma noi vogliamo farci del male, quindi parlare di una pessima notizia, le nuove notizie naturalmente sono i flop televisivi che il cosiddetto grande comunicatore sta raccogliendo direttamente tramite i suoi sgherri, disseminati insieme con lui su tutte le reti televisive per tentare il recupero alla disperata su Milano, su Napoli e sui ballottaggi in generale. Avete visto la fine miseranda che ha fatto il programma di Sgarbi fortunatamente fermatosi alla prima puntata, forse anche mandando in onda il monoscopio si sarebbe ottenuto qualcosa in più degli 8 punti di share che ha totalizzato Sgarbi, sapete che il programma di Ferrara precipita di settimana in settimana, riuscendo addirittura a fare peggio del Tg1 che lo precede.
Sapete forse anche se leggete Il Fatto che la serata a reti unificate con la televendita per Tg1, tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto del Cavaliere è stata un bagno di sangue sempre dal punto di vista degli ascolti, visto che i telegiornali hanno perso un punto rispetto al venerdì precedente, ora che c’era lui e appena è andato via lui hanno aumentato gli ascolti, segno che la gente aspettava con ansia la sua scomparsa, non potendosene più di sentire sempre le solite scemenze, è stato molto divertente sentirlo parlare di falce e martello che nel 2011 credo sia un’espressione in grado di appassionare alcuni reduci delle Guerre Puniche, forse della guerra del Peloponneso o forse della Battaglia di Cannes, ma di queste belle notizie non parliamo perché oggi è l’anniversario della strage di Capaci in cui perirono Falcone, la moglie Francesca e gli uomini della scorta e naturalmente chi ha solennizzato questa ricorrenza che è la 19° ricorrenza, l’anno prossimo ci sarà il ventennale, l’ha celebrata Renato Schifani, Renato Schifani con quello che sappiamo di lui ha rappresentato lo Stato e le istituzioni nella commemorazione di Giovanni Falcone, il quale poveretto non può più rifiutare certi apparentamento per il fatto di essere morto 19 anni fa e quindi si può fare di tutto, anche mandare Schifani a commemorare la morte di Falcone per mano della mafia, ma non voglio parlarvi neanche della commemorazione di Falcone perché purtroppo nonostante i tentativi di molte brave persone, che ancora ci credono, queste commemorazioni sono diventate delle sfilate, dei defilé, delle passerelle, Schifani se volesse commemorare degnamente la morte di Falcone dovrebbe tirare fuori dai cassetti la legge di iniziativa popolare, presentata da Grillo al V-day e sostenuta dalle firme di centinaia di migliaia di persone per cacciare dal Parlamento almeno i condannati o almeno personaggi vicini a Cosa Nostra, mentre invece commemorare è facile, agire poi è molto difficile naturalmente. 
Non vi parlo neanche di questo, ma vi parlo di una pessima sentenza, pessima per l’esito, vedremo quali saranno le motivazioni quando usciranno, emessa dalla Corte d’Appello di Milano nei confronti di Marcello Dell’Utri, qua gira voce che noi difensori dell’indipendenza della magistratura, saremo sempre d’accordo con i magistrati o prenderemo per oro colato le loro decisioni, questo non è assolutamente vero, io personalmente sono stato denunciato da diversi magistrati per averli criticati, ho sempre vinto le cause nei loro confronti naturalmente, l’ultima l’ho vista contro l’ex Presidente dell’Associazione Magistrati Gennaro, magistrato catanese che aveva fatto causa a me e a Giusto Lisi per un articolo su Micromega, altre ne ho ricevute da magistrati romani, non me ne importa niente, se una sentenza non mi convince mi studio gli atti, i fatti, la sentenza e poi lo dico.
Qui non ci sono ancora le motivazioni della sentenza che è stata emessa venerdì dalla Corte d’Appello di Milano è una sentenza sconcertante già per l’esito che ha stabilito che il fatto non sussiste nei confronti di Marcello Dell’Utri e del boss Vincenzo Virga che erano imputati entrambi da molti anni, per avere tentato un’estorsione ai danni di un ex parlamentare repubblicano, un trapanese, si chiama Vincenzo Garraffa era il Presidente della Pallacanestro Trapani, era imprenditore, è anche un medico dell’ospedale di Trapani e i due erano accusati di avere tentato di estorcerli dei soldi in nero, come ristorno della metà dell’importo di una sponsorizzazione che Publitalia aveva intermediato per la Pallacanestro Trapani, sapete come funzionava, non so oggi, Publitalia quando il capo era Dell’Utri, quest’ultimo è stato già condannato a Torino anche in Via definitiva proprio per questo, perché a Publitalia procurava sponsorizzazioni a team sportivo e poi si faceva dare in nero una parte dell’incasso per quella sponsorizzazione dai team sportivi con fatture false o gonfiate, Garraffa aveva raccontato di essersi rifiutato di restituire in nero 700 milioni di lire a fronte di una sponsorizzazione di un miliardo e mezzo di lire, la metà e allora di avere ricevuto prima le pressioni personalmente di Dell’Utri perché pagasse e poi una visitina al pronto soccorso dove lavorava di prima mattina da parte del boss di Trapani Vincenzo Virga, oggi in carcere perché condannato per mafia e omicidi che andò a sollecitare il pagamento per conto di Dell’Utri, questo denunciò Garraffa e per questa ragione Dell’Utri e Virga furono condannati in primo e secondo grado, poi la Cassazione annullò, si fece un nuovo appello e la Corte d’Appello nel secondo processo d’Appello derubricò il reato da tentata estorsione in minaccia grave e dichiarò quindi il reato prescritto. La Cassazione annullò pure questa sentenza dicendo che non c’era nessun reato di minaccia grave, se reato c’era stato era reato di estorsione, anzi di tentata estorsione, aggravata dalla mafiosità dell’atto, quindi praticamente la Cassazione aveva scritto la sentenza a cui la Corte d’Appello nel terzo processo di appello avrebbe dovuto attenersi, invece venerdì inopinatamente vedremo con quali motivazioni, la Corte d’Appello ha stabilito che non c’è stato né il reato di minaccia grave, né il reato di tentata estorsione mafiosa, infatti ha detto che il fatto non sussiste. Conoscete l’ignoranza dei giornali in materia di processi e quindi un po’ così per sciatteria e un po’ per interesse i giornali hanno scritto “Il fatto non sussiste” cioè non è vero che un mafioso è andato a chiedere a Garraffa i soldi per conto di Dell’Utri, quindi cade il teorema di Dell’Utri mafioso, in realtà nessun giudice potrà mai cancellare un fatto, che il boss Virga sia andato dal Dott. Garraffa a chiedere dei soldi in nero per conto di Publitalia dopo che Dell’Utri li aveva personalmente chiesti allo stesso Garraffa e quest’ultimo non glieli aveva dati, è un fatto assodato che nessuna sentenza potrà mai cancellare, si è verificato quel fatto e che sia una vergogna che Dell’Utri sieda in Parlamento con tutto quello che c’è scritto in altre sentenze e anche in questa, è un altro fatto, è un’altra cosa acclarata che nessuno potrà mai cancellare e nessuno potrà mai impedirci di dire, visto che avviene alla nostra libertà di pensiero, di opinione e di critica. 
Cosa vuole dire che il fatto non sussiste? Non vuole dire che il fatto non c’è stato, altrimenti la motivazione sarebbe: non aver commesso il fatto, il fatto non sussiste vuole dire che non c’è il reato in quel comportamento, evidentemente ma sono curiosissimo di leggere come motiveranno i giudici questa loro conclusione, sembra di capire che reato mandare un mafioso a fare un recupero crediti, crediti tra l’altro non legittimi, non dovuti, perché non sta scritto da nessuna parte che se io società intermediatrice di pubblicità ti procuro una sponsorizzazione, tu mi debba ridare la metà in nero o indietro, se c’è una provvigione la fatturi, se c’è una provvigione, qua invece oltre alla provvigione si pretendeva addirittura la metà dell’importo dell’affare in nero, quindi non è un credito legittimo, è un credito illegittimo, illegale, in violazione delle norme fiscali, che produce ovviamente riverberi sui bilanci aziendali e che avrebbe costretto Garraffa a fare false fatturazioni per accumulare fondi neri, solo che Garraffa rispose “non pago perché non ho fondi neri o mi fare una ricevuta e mi fatturate questa prestazione o io non vi posso pagare”, questo è il fatto che nessuna sentenza potrà mai cancellare, questa sentenza stabilisce che questo fatto non è reato e quindi se avanzate qualcosa da qualcuno, mandategli un mafioso in casa o sul lavoro a chiedergli i soldi e poi tirate fuori la sentenza della Corte d’Appello di Milano. 
C’è naturalmente un’altra possibilità e cioè che i giudici della Corte d’Appello abbiano stabilito e questo pare desumersi dal dispositivo della sentenza dell’altro giorno, l’insufficienza di prove, l’Art. 530 secondo comma dove si annida la vecchia insufficienza di prove, la formula oggi è quando la prova è insufficiente o contraddittoria o manca, in questo caso potrebbero avere optato per la prova insufficiente, ma anche qua sarà interessante vedere come motiveranno l’insufficienza della prova, visto che tutti, i magistrati che si erano occupati di questo caso, avevano ritenuto questi fatti assolutamente assodati e assolutamente illegali, tutti! Questi fatti sono stati esaminati dalla Procura di Palermo, dal Tribunale di Palermo, dalla Corte d’Appello di Palermo che hanno condannato Dell’Utri prima a 9, in primo grado e poi a 6, in secondo grado, anni per concorso esterno in associazione mafiosa, citando anche questo episodio come una pietra miliare che dimostra i rapporti organici di Dell’Utri con Cosa Nostra anche fino all’inizio degli anni 90, quando questi fatti si verificarono, idem per quanto riguarda il processo specifico a Garraffa che si è tenuto a Milano, Procura di Milano, Tribunale di Milano condanna, Corte d’Appello di Milano condanna, Cassazione annulla, ma non per dire che i fatti non c’erano, ma per dire che la motivazione era scritta male, secondo processo d’appello i giudici di nuovo ritengono che i fatti ci siano e siano illegali, anche se cambiano il reato e dicono che è minaccia grave e danno la prescrizione, la Cassazione ancora una volta dice: questi sono fatti illeciti ma non sono minacce, sono estorsione, se sono andati come dite, li rimandano indietro e per la prima volta si trovano dei giudici che dicono che non c’è la prova che ci sia il reato.
Leggeremo le motivazioni, ma è già molto curioso che si dica che non c’è il reato, molto curioso perché decine di magistrati prima avevano sempre ritenuto che i fatti sono accertati e che il reato pure è accertato, anche se c’era quella discrepanza tra Corte d’Appello e Corte di Cassazione che poi la Cassazione aveva sanato dicendo: guardate che quei fatti sono estorsione e non sono minaccia grave e quindi niente prescrizione!Naturalmente si gioca sull’equivoco, uno sente: il fatto non sussiste e dice: ah, allora non è mai successo che Virga sia andato a chiedere i soldi a Garraffa per conto di Dell’Utri, tant’è che gli Avvocati di Dell’Utri vanno subito i furbi e dicono: la Cassazione non potrà che tenere conto di questa sentenza, Gasparri dice: questa assoluzione dimostra la fragilità dei teoremi, Cicchito dice: è stato smontato uno degli attacchi giudiziari di cui Dell’Utri è stato vittima, il povero Garraffa che è l’unica vera vittima in questa storia, dichiara: questa assoluzione è una vergogna, ma come cittadino e ex parlamentare devo avere fiducia nella giustizia e infatti i suoi avvocati appelleranno in qualità di parte civile, questa assoluzione davanti alla Cassazione. 
Cosa racconta Garraffa? Racconta che alla fine del 1991, 20 anni fa, Dell’Utri negli uffici di Publitalia l’aveva ricevuto e gli aveva detto: i siciliani prima pagano e poi discutono, quando gli aveva chiesto i soldi, poi aveva aggiunto: ci pensi, abbiamo uomini e mezzi per convincerla a pagare e subito dopo si era materializzato uno degli uomini in grado di farlo pagare, Vincenzo Virga, il capo della mafia di Trapani, ma Garraffa non aveva ceduto. 
Al racconto dell’imprenditore, Garraffa, si era aggiunto quello di un pentito ritenuto sempre attendibile, Vincenzo Sinacori, il quale racconta al processo: fu Matteo Messina Denaro a dirmi che ci dovevamo interessare di parlare con questo Garraffa, perché doveva dare dei soldi a dei palermitani, mi disse pure che il discorso era arrivato tramite Vittorio Mangano, certo Vittorio Mangano nel 1991 era vivo e vegeto, Vittorio Mangano era appena uscito o stava per uscire di galera e si preparava a quei bei incontri a Milano di cui c’è traccia nelle agende di Dell’Utri e che oggi Dell’Utri con una piroetta meravigliosa nega che si siano mai svolti perché sostiene che il Mangano segnato nelle sue agende nel 1993 era un altro, era un omonimo. 
Ma insomma, vedete che questo era un processo solidissimo, era un processo solidissimo che adesso improvvisamente scopriamo essere un teorema, resta da capire per quale motivo questo Garraffa avrebbe dovuto, subito dopo il verificarsi di questi fatti, inventarsi di sana pianta la visita del boss al pronto soccorso, le richieste di Dell’Utri e soprattutto perché molti di questi fatti sono stati ammessi da alcuni protagonisti di questi fatti, è interessante, sempre per distinguere il nostro vecchio discorso, i fatti dai reati, i fatti li possiamo ricostruire noi, i reati li deve accertare la Magistratura, vedere come è nata questa storia che è molto istruttiva e che molto ci spiega su chi è Dell’Utri, su come opera e sul perché continua a tenerselo sul groppone Berlusconi, perché non l’ha ancora scaricato. 
Siamo dunque nell’estate del 1990, la Pallacanestro Trapani viene promossa dalla serie B alla serie A2 e il titolare della squadra, Garraffa, si interessa per trovarle uno sponsor che finanzi la società per consentirle di mettere in piedi una squadra degna della serie maggiore e si rivolge a Publitalia, quest’ultima mette in contatto Garraffa con la multinazionale della birra Dreher, il Heineken che ha in Sicilia il marchio Birra Messina e così a agosto Alleanza Nazionale 1990 Garraffa firma il contratto con la Birra Messina per 1,5 miliardo di lire, il denaro gli viene versato in due rate e lui come diritto di agenzia a Publitalia, come provvigione, gira prima 70 e poi 100 milioni in contanti, 170 milioni su 1,5 miliardo, più del 10% di provvigione a Publitalia e così pensa di avere sistemato le sue cose, ma a questo punto denuncia subito dopo Garraffa ai magistrati di Palermo che poi gireranno il caso a Milano per competenza, si fanno vivi due dirigenti di Publitalia, Piovella e Biraghi che battono cassa e chiedono altri 530 milioni, oltre ai 170, totale 700, in contanti e in nero per avere un’altra provvigione, Garraffa dice: o mi fate fattura o non ho soldi in nero. 
Così tra la fine del 1991 e l’inizio del 1992 Garraffa viene convocato a Milano o comunque va a Milano per incontrare Dell’Utri, guardate che questi sono fatti che racconta lui, ma che non vengono negati, gli incontri, le richieste e tutto quanto non vengono negate. 
Dell’Utri gli conferma che Publitalia non rilascerà alcuna fattura e gli ricorda che i siciliani prima pagano e poi discutono, lui ribadisce di non avere fondi neri e chiede ancora una volta fattura, fuori busta non può pagare, allora Dell’Utri scrivono i giudici che lo hanno condannato nel primo e secondo grado, gli dice minacciosamente “ci pensi perché abbiamo uomini e mezzi per convincerla a pagare” dopo qualche mese Garraffa riceve la visita presso il nosocomio di Trapani, dove era primario di due individui: Virga Vincenzo e Buffa Michele, chi è Virga Vincenzo? Il capo della mafia di Trapani, braccio destro di Bernardo Provenzano che verrà arrestato nel 2011 e condannato all’ergastolo per mafia e vari omicidi. 
Buffa è il guarda spalle di Virga e lo accompagna, sono le 7 del mattino quando Buffa e Virga si presentano all’ospedale da Garraffa, Virga pronuncia poche parole ma indimenticabili “sono stato incaricato da Marcello Dell’Utri e da altri amici di vedere com’è possibile risolvere il problema della Publitalia” Garraffa risponde “senza fattura non intendo pagare” Virga non si scompone e dice “capisco, riferirò, se ci sono delle novità la verrò a trovare, altrimenti il discorso è chiuso” Garraffa conosce Virga, l’ha già incontrato qualche anno prima perché ha curato il figlio di Virga in ospedale che era finito in fin di vita per un incidente con un trattore, appena i due mafiosi lasciano l’ospedale, Garraffa racconta quella visita inquietante a due suoi collaboratori che naturalmente hanno confermato al processo il suo racconto, quindi anche questo fatto è assolutamente certo. 
I due collaboratori si chiamano Renzi e Vento, a Vento Garraffa racconta “se mi succederà qualcosa dovete trovare la spiegazione nel fatto che sono stato avvicinato da personaggi di primo livello” quindi gli dice: se mi succede qualcosa sappi che quel qualcosa è legato a quello che mi è appena successo, dopodiché interrompe i rapporti con Publitalia e si rivolge a un’altra agenzia per la sponsorizzazione della sua squadra, la Image Building di una certa Giuliana Paoletti, la quale però non riesce a trovare uno sponsor , anche se la Pallacanestro Trapani è in serie A, perché? Perché sostiene Garraffa Publitalia aveva messo in giro la voce che non bisognava aiutare o dare sponsorizzazioni alla squadra di Garraffa che gli aveva fatto quello sgarro, sia come sia non trova uno sponsor e alla fine si inventa un'auto-sponsorizzazione, si sponsorizza un po’ da solo Garraffa, mettendo sulla divisa dei giocatori lo slogan pubblicitario “L’altra Sicilia” la Pallacanestro Trapani viene addirittura promossa in serie A, dalla A2 alla A e viene invitata alla Maurizio Costanzo Show su Canale 5, ma mentre stanno facendo i preparativi per andare a Roma al Teatro Parioli, all’ultimo momento l’invito viene annullato da Costanzo, Garraffa sostiene che ciò è avvenuto dietro l'intervento di Dell'Utri, naturalmente Dell'Utri e Costanzo hanno detto che non è vero, è un fatto però che la Pallacanestro Trapani era stata invitata al Maurizio Costanzo e all’ultimo momento gli è stato detto: non venite, l’invito è annullato, strano no? 
L’imprenditore Garraffa scrive tutta la sua amarezza in una lettera a Maurizio Costanzo e secondo i giudici di Palermo che hanno condannato in primo grado Dell’Utri, la versione dei fatti fornita da Garraffa ha trovato sostanziale conferma nel risultato delle indagini, il Tribunale ha ascoltato vari testimoni, tra cui la moglie di Alberto Dell’Utri, il gemello di Marcello che è molto amica di Garraffa e la signora che si chiama Maria Pia Lamalfa, ha confermato che Garraffa incontrò Marcello Dell’Utri a Milano, accompagnato dal suo gemellaggio Alberto per parlare della sponsorizzazione, ma non raggiunse alcun accordo e al ritornò si lamentò con lei e con il marito perché fu sbattuto fuori dall’ufficio, scrivono i giudici: le dichiarazioni rese dalla Lamalfa offrono obiettivo riscontro alla versione dei fatti fornita da Garraffa e smentiscono quella di Dell’Utri, il quale ha sostenuto che i suoi incontri con Garraffa erano dovuti a motivi del tutto diversi. 
Dell’Utri ha fornito, del resto su questa vicenda, versioni diverse e contrastanti, la prima volta ne parlò a Moby Dick, il programma di Michele Santoro sulle reti Mediaset nel 1999, cosa disse? Disse seraficamente: Publitalia aveva intermediato con la sponsorizzazione alla squadra di basket, a Publitalia era stata corrisposta una giusta provvigione, i 170 milioni iniziali, Publitalia era interessata alla risoluzione della vertenza Pallacanestro Trapani e Birra Messina perché questa ditta era un cliente importante. Dopodiché al processo, l’anno dopo Dell’Utri fa retromarcia e dice: il Signor Garraffa ha detto una serie di menzogne e di falsità, non ho mai conosciuto Virga e Buffa, né direttamente né indirettamente, ricordo che Garraffa è venuto a Milano, mi ha parlato, aveva annunciato anche alla segreteria che non doveva parlare se non di un fatto molto importante che riguardava la sua veste di Vicepresidente della Lega Basket,la cessione dei diritti televisivi del campionato di basket e io gli dissi: guardi che a noi come Tv il basket non interessa e quindi lo invitai a trattare con la RAI, questo fu il mio primo incontro con Garraffa dice Dell’Utri, poi ne avemmo un secondo neanche nel mio ufficio ma nel pianerottolo a Publitalia molto fugace, mi disse che era venuto per parlare di problemi che riguardavano la sua azienda e la sua società di basket con l’amministratore delegato di Publitalia di allora, il Dott. Perricone, quindi praticamente lo incontrò di passaggio, questo è stato tutto l’incontro, escludo che abbia potuto vederlo in casa della Signora Maria Pia Lamalfa, quest’ultima sarebbe la moglie di suo fratello, la cognata di Dell’Utri, dice: non la frequento da 15 anni. 
Perché mio fratello sta con lei ma non sta con lei… non ho mai potuto né voluto intervenire con Costanzo per raccomandargli il non invito della squadra di basket del Signor Garraffa perché anche questo è un fatto notorio, non sono mai intervenuto con nessuno per fatti del genere, Costanzo è uno che fa quello che vuole, ci mancherebbe altro che ascolti chiunque, ma neanche Berlusconi ascolta su quello che deve fare o non deve fare, ma scriveva il Tribunale, le dichiarazioni spontanee di Dell’Utri contrastano in modo stridente con le affermazioni fatte dallo stesso Dell’Utri a Moby Dick e appaiono manifestamente mendaci.
Infatti a Moby Dick Dell’Utri diceva di avere intermediato la sponsorizzazione tra la Pallacanestro Trapani e la Birra Messina, che sapeva di avere avuto addirittura la giusta provvigione e che Publitalia era interessata a risolvere la vertenza tra la Pallacanestro Trapani e la Birra Messina, quindi non certamente incontri per parlare dei diritti televisivi del basket o fugaci in corridoio.Costanzo dice di non avere mai ricevuto né saputo della lettera di Garraffa che protestata per il mancato invito e comunque aggiunge che è normale cambiare la scaletta dei programmi e comunque dice che Dell’Utri non era mai intervenuto e altri Ferrara, Liguori, Fede vanno a testimoniare al processo dicendo che mai nei programmi sulla mafia ci furono interferenze di Dell’Utri o della Fininvest, proprio nella storia del gruppo. Santoro invece sentito come testimone al Processo Dell’Utri, racconta che quando lui lavorava in Mediaset, altro che se ci furono lamentele, tant’è che lui subito dopo avere fatto una puntata con Dell’Utri sul processo per mafia in cui era stato sentito anche Garraffa, il suo rapporto con Confalonieri ebbe una brusca frenata, non si parlò più della rinegoziazione del suo contratto, non fu più invitato da Confalonieri al comitato in cui si decideva la linea editoriale dell’azienda e tutti sapevano in azienda che questo era in relazione a quella trasmissione in cui era stato invitato Dell’Utri a parlare dei fatti di mafia e subito dopo lui, visto come era cambiato il clima nei suoi confronti, se ne tornò in fretta e furia alla RAI. 
La domanda è: ma per quale motivo Dell’Utri spinge il braccio di ferro con Garraffa fino al punto di mandargli in ospedale un boss mafioso? I giudici di Palermo nella sentenza di primo grado scrivono: la spiegazione dell’arcano a avviso del Collegio risiede nel forte e illecito interesse di Publitalia e conseguentemente di Dell’Utri nell’operazione di sponsorizzazione da parte di Dreher, Heineken, quale è stato reso palese dalle risultanze processuali che hanno riscontrato la denuncia del Garraffa e cioè quello di ricevere denaro in contanti e in nero al fine di costituire fondi occulti, attraverso la restituzione a Publitalia da parte della Pallacanestro Trapani della somma di 700 milioni, pari alla metà dell’intero importo della sponsorizzazione e che la costituzione di fondi occulti sia stata un’esercitazione di contabilità in nero, non inusuale in Publitalia è comprovato dal processo penale di Torino, dove Dell’Utri insieme a altri dirigenti è stato condannato in via definitiva. 
E’ sorprendente il parallelismo tra il mancato rinvenimento della contabilità di Publitalia relativa al rapporto intervenuto con la Pallacanestro Trapani e la situazione richiamata dalla sentenza torinese, dove si legge che in relazione ai fatti contestati, Dell’Utri possa in essere consapevolmente, proprio come la vicenda Garraffa, condotto e finalizzato a creare fondi in nero. Infine secondo il Tribunale di Palermo sono provati i rapporti di Dell’Utri con la mafia trapanese, la mafia trapanese è quella di Virga ma anche di Messina Denaro, oltre che con quella catanese, interventi per far cessare gli attentati alla Standa di Catania e con quella di Palermo ovviamente da Mangano in giù. 
La notizia appena de relato della vicinanza di Dell’Utri agli uomini d’onore del mandamento di Trapani, i quali lo avevano nelle mani, deve ritenersi attendibile perché proveniente da un uomo d’onore, Vito Parisi molto vicino a Vincenzo Virga, capo di quel mandamento e pertanto bene a conoscenza delle relative dinamiche interne dei rapporti con persone estranee a Cosa Nostra ma contigue alla stessa e è anche per questo, queste sono parole dei giudici di Palermo, che quelli di Milano, primo grado, avevano condannato sia Dell’Utri, sia Virga per estorsione tentata di ordine mafioso ai danni di Garraffa a due anni di carcere per ciascuno e scrivevano: nonostante la mastodontica opera di denigrazione e demolizione dell’individuo Garraffa compiuta dalla difesa Dell’Utri, il suo racconto di Garraffa è graniticamente riscontrato da elementi logici insormontabili e non di rado da prove dirette dei fatti penalmente rilevanti, mentre le dichiarazioni di Dell’Utri sono assolutamente e clamorosamente mendaci. 
I fondi neri di Publitalia sono una prassi come dimostra il processo di Torino, bugie sono quelle di Costanzo sulla revoca dell’invito, per quale motivo ti invitano e poi ti dicono: non venire più? Al massimo ti dicono: vieni tra una settimana, come mai erano così vogliosi di invitare la Pallacanestro Trapani e poi dopo lo scazzo tra Garraffa e Dell’Utri improvvisamente decidono di non invitarla mai più, non di rinviarla? Allora chi sollecitò Virga a intervenire su Garraffa per conto di Dell’Utri? Il Tribunale di Palermo scrive “l’intervento del Virga non poteva che essere stato sollecitato da altri uomini d’onore e cioè da influenti esponenti della Cosa Nostra trapanese proprio come riferito da Sinacori, il quale ottemperando all’incarico ricevuto da Messina Denaro, affidò al Virga l’incombenza di contattare Garraffa al fine di risolvere la questione che interessava Dell’Utri, il collaborante, Sinacori ha dichiarato di avere appreso da Messina De Naro che Garraffa doveva essere contattato per un discorso, relativo a somme di denaro, al quale era forse interessato Dell’Utri, ma che era tramite Mancano e ecco tornare in scena la figura di Mangano, il quale novello deu ex machina avvalendosi della sua posizione di influente membro di una delle più importanti famiglie mafiose Palermitane, Portanuova, e avvalendosi del prestigio goduto in seno a tutta Cosa Nostra siciliana, accorre in aiuto di Dell’Utri, incaricando della bisogna Messina De Naro, esponente di spicco della mafia trapanese, è di palmare evidenza che quando Dell’Utri ha fatto riferimento a uomini in grado di indurre alla ragione il ricalcitrante Garraffa, aveva già in animo di far intervenire il suo referente siciliano e cioè Mangano, mentre l’uso del verbo “abbiamo” accompagnato dal sostantivo “uomini” appare riferibile all’intervento su impulso del Mangano di uomini appartenenti a un’associazione per delinquere di tipo mafioso, sul cui potere di intimidazione, sul cui interessamento Dell’Utri era certo di poter contare. 
Conclusione: anche in quell’episodio, scrivevano i giudici di Palermo nella sentenza di primo grado, Dell’Utri ha ancora una volta ingenerato e rafforzato nei componenti della famiglia mafiosa di Trapani ai quali era stato affidato il compito di contattare Garraffa, l’obiettiva convinzione di poter disporre nell’ottica degli interessi economici di tutta Cosa Nostra e di uno scambio di favori, del contributo consapevolmente fornito da Dell’Utri, influente e affermato uomo d’affari, operante in una piazza importante come quella di Milano e braccio destro di Silvio Berlusconi al mantenimento e al rafforzamento della societas sceleris, denominata Cosa Nostra. 
Anche la vicenda Garraffa dunque, fornisce ulteriori elementi di prova della contiguità di Marcello Dell’Utri a esponenti importanti di Cosa Nostra e quindi della sua responsabilità in ordine ai reati contestati, che nel processo di Palermo erano il concorso esterno in associazione mafiosa, vedremo le motivazioni della sentenza milanese che non doveva occuparsi della mafiosità di Dell’Utri, ma doveva occuparsi della liceità o dell’illiceità di quella vicenda e cioè chiedere i soldi in nero a Garraffa e siccome non paga, mandargli o fargli mandare un capo mafia a battere cassa, questo dovevano dire. 
Può darsi che nelle motivazioni se la cavino dicendo per qualche cavillo che non posso immaginare in questo momento, che non c’è la prova sufficiente per dire che quello fosse un reato, ma che invece è ultra provato come del resto risulta da tutte le carte, che quei fatti si sono verificati, in questo caso il danno di questa sentenza sarebbe militato al morire di quel processo, quello per estorsione, ma non andrebbe a intaccare quello di mafia che si serviva anche di quell’episodio per dimostrare che ancora nel 1991/1992 Dell’Utri aveva rapporti organici, non solo con la mafia palermitana ma anche con quella trapanese perché un conto è dire che c’è stata l’estorsione, un conto è dire che non è avvenuto nulla di tutto ciò che abbiamo raccontato e che è talmente dimostrato dalle testimonianze e anche dalle contraddizioni dello stesso Dell’Utri che non può essere negato, sia che sia un reato quello che è successo intorno al caso Garraffa e penso che lo sia, come lo pensava la Cassazione, come lo pensava il Tribunale di Milano, come lo pensava la Corte d’appello di Milano prima versione, seconda versione, come lo pensa il Tribunale di Palermo, come l’ha pensato la Corte d’Appello di Palermo oppure che non sia reato comunque è uno scandalo che chi ha fatto cose come queste e ha avuto rapporti come questi, resti ancora in Parlamento. 
Concludo ricordando che la sentenza d’Appello Dell’Utri che andrà presto in Cassazione, quella di Palermo, quella in cui gli hanno ridotto la pena da 9 a 6 anni, ma lo hanno condannato per concorso esterno fino al 1992 compreso, dava, pure quella, per accertati i fatti del caso Garraffa – Dell’Utri – Virga, perfino la sentenza più benevola nei confronti di Dell’Utri, dava per assodato quello che era successo perché? Perché c’era già il pronunciamento della Cassazione che annullava e rinviata la prescrizione e diceva: guardate che quei fatti se sono quelli che descrivete voi non sono minacce gravi ma sono concorso esterno e scriveva la Cassazione in quella sentenza che ordinava il nuovo appello che si è concluso l’altro giorno con l’assoluzione per insufficienza di prove “O non c’è la minaccia o essa deve necessariamente realizzare l’efficacia estorsiva” questa è l’espressione chiave, quindi i giudici devono stabilire, diceva la Cassazione, se c’è stata la minaccia di Virga e prima di Dell’Utri a Garraffa o se c’è stata la minaccia il reato non si chiama minaccia ma si chiama estorsione, che non è una minaccia fatta così, è una minaccia per ottenere in cambio un vantaggio illecito, cioè 750 milioni di lire non dovuti, quindi il giudice della Cassazione diceva ai giudici d’appello: rifate il processo perché il reato di minacce non sta in piedi, quindi la prescrizione non può scattare perché bisogna passare al reato più grave, estorsione mafiosa, stabilite se hanno minacciato Garraffa si chiama estorsione, altrimenti dovete dire che non hanno minacciato Garraffa, evidentemente l’altro giorno i giudici hanno detto: non ci sono prove sufficienti che abbiano minacciato Garraffa, quindi allora può darsi che Garraffa si sia inventato tutto? Allora perché Dell’Utri non lo querela per calunnia? Perché i giudici stabilendo che non è provato quello che è successo, non trasmettono gli atti alla Procura perché proceda contro Garraffa per calunnia, sarebbe grave se Garraffa avesse calunniato Dell’Utri e Virga, non se ne esce, o condannano Garraffa per avere calunniato Dell’Utri e Virga, oppure ci spiegano com’è possibile che un capo mafia vada a battere cassa da Garraffa per conto di Dell’Utri, senza che l’abbia mandato o fatto mandare Dell’Utri, a meno che il boss Virga non andasse in giro a battere cassa per conto di Dell’Utri, all’insaputa di Dell’Utri, oppure per fare uno scherzo o un dispetto a Dell’Utri, passate parola!

martedì 17 maggio 2011

Strauss-Kahn contagiato da Berlusconi




Buongiorno a tutti, oggi non parliamo di elezioni perché ovviamente stanno per chiudere i seggi e non sappiamo come è andata a finire, potremo parlarne meglio la prossima settimana, invece parliamo di quello che sta succedendo in una delle più importanti e potenti organizzazioni mondiali, il fondo monetario, il cui direttore generale è in carcere da 3 giorni per stupro, violenza sessuale e reati collaterali, si chiama Dominique Strauss-Kahn, è un socialista molto borghese francese, lunga politica attiva alle spalle, era pronto a annunciare la sua candidatura per le presidenziali francesi dopo il disastro socialista degli ultimi anni, avrebbe dovuto essere lui l’uomo della riscossa per battere, tra un anno, Sarcozy e invece fine di tutto, fine della carriera al fondo monetario, l’hanno già impacchettato, mandato via e sostituito, fine di ogni velleità politica per sempre, comunque andrà a finire questo processo per stupro che si farà negli Stati Uniti a suo carico. Cosa è successo? E’ successo che sabato alle ore 13 al Sofitel di Manhattan una cameriera credo portoricana di colore, trentaduenne entra in questa suite da 3 mila dollari occupata da qualche giorno da Strauss-Kahn credendo che fosse vuota, per ovviamente rigovernare e fare le pulizie, ma improvvisamente dal bagno, dice la polizia di Manhattan salta fuori il vecchio satiro nudo come mamma l’ha fatto, che tenta di aggredirla sessualmente e tenta di costringerla a prestazioni sessuali sulle quali non è neanche interessante addentrarsi.
Sta di fatto, molto più importante ai fini del processo quello che succede dopo naturalmente, il fatto che lei scappa e chiama il 911 che sarebbe il nostro 113, il centralino della polizia e la polizia piomba sul posto ma Strauss-Kahn è appena scappato, è appena scappato, si è dimenticato cellulare, abiti, un sacco di roba perché proprio ha raccolto quelle poche cose che gli venivano a tiro, le ha infilate in una valigia e si è precipitato in taxi all’aeroporto dove è balzato sul primo aereo dell’aeroporto J.F.K.¸Air France di linea per Parigi, è già a bordo dell’aereo ha già effettuato le operazioni di imbarco quando alle 16,45, cioè meno di 4 ore dopo dal fattaccio, i poliziotti salgono sull’aereo, lo pregano di scendere, lo portano con sé al commissariamento di Harlem, immaginatevi la scena al commissariato di Harlem, tutti di colore tranne Strauss-Kahn interrogato , gli chiedono subito cosa è successo, lui nega tutto, viene disposto il confronto all’americana, la cameriera dietro un vetro assiste alla sfilata di 4, 5, 6 persone, 4 o 5 sono comparse, uno è Strauss-Kahn lei immediatamente lo indica come quello che qualche ora prima l’ha costretta o ha tentato di costringerla a fare sesso orale e da quel momento la posizione di Strauss-Kahn si complica perché naturalmente il giudice gli farà, appena inizierà l’udienza, la domanda di rito che si fa sempre agli indagati imputati in America e cioè: come ti dichiari colpevole o innocente? Se ti dichiari colpevole puoi sperare di avere degli sconti di pena e di patteggiare, se invece ti dichiari innocente e poi si scopre che sei colpevole, praticamente non esci più di galera per i reati che gli sono imputati: stupro, violenza e sequestro di persona, nello Stato di New York la pena potrebbe essere tra i 30 e i 40 anni, circa 20 anni per la violenza sessuale e lo stupro, più un bel po’ di anni, chi dice 5, chi dice 10 per il sequestro di persona, poi i reati collaterali naturalmente c’è l’aggravante anche nel caso in cui venga accertata la sua colpevolezza di essersi dichiarato innocente e quindi di avere mentito alla giustizia, sapete che nei paesi anglosassoni il giurare il falso anche per difendersi è reato, oltre agli altri reati.
Silvia Baraldini fu condannata a 40 anni per terrorismo e a 2 o 3 anni per avere mentito sui reati che aveva commesso negandoli, soltanto in Italia è consentito all’imputato prendere in giro il Pubblico Ministero e la Corte e difendersi mentendo. Ci sarà questa udienza preliminare, si deciderà se convocare un gran giurì composto da una ventina di cittadini che naturalmente dovranno ascoltare le versioni della polizia e le versioni di Strauss-Kahn e dei suoi difensori e poi procedere con l’incriminazione o no, l’incriminazione corrisponde al nostro rinvio a giudizio.
La cosa interessante al di là del fatto in sé, non è la prima volta e non sarà neanche l’ultima che un uomo molto potente tenta di abusare del suo potere con una ragazza debole sicuramente, magari convinto dai precedenti a potersene approfittare senza troppe difficoltà e senza troppe complicazioni, tra l’altro gli scandali sessuali che riguardano Strauss-Kahn sono numerosi, ne trovate precedenti e non sono ovviamente precedenti di un donnaiolo, non sono i precedenti di un libertino, non sono i precedenti di un tombeur de femme, di un Don Giovanni, sono i precedenti tentativi di aggredire delle donne per fare sesso con loro contro la loro volontà, questo è lo scandalo ripetuto, tant’è che adesso ce ne è una che convinta in giovane età dalla madre a non denunciarlo, ora che l’hanno arrestato ha preso coraggio e ha deciso di denunciarlo anche lei, oppure di approfittarsene, poi si vedrà!
Forse l’aspetto più interessante però non è la ricostruzione dei fatti che attiene alla Polizia, alla magistratura americane e ai difensori di Strauss-Kahn, forse l’aspetto più interessante non è neanche che la Francia perde il principale alter ego del Presidente Sarcozy che ancora una volta per motivi giudiziari si libera di un suo rivale, forse ricorderete che Sarcozy quando si candidò all’Eliseo 6 anni fa aveva un altro rivale, era un rivale interno, che si chiamava Dominique de Villepin, era stato Ministro nell’Interno, degli esteri nei governi Chirac insieme a Sarcozy e era preferito da Chirac, quest’ultimo amava de Villepin per il suo stile, per il suo charme, per la sua cultura e sospettava di questo Sarcozy così populista, volgare, ignorante, arrogante, ma de Villepin che è proprio anche fisicamente l’antitesi di Sarcozy: alto, bello, brizzolato, colto, circondato da scrittori, da intellettuali, gran parlatore, fascinatore, sostenitore del non intervento francese alla guerra in Iraq e in Afghanistan, rappresentante quindi di un’altra Francia, fu messo fuori gioco proprio alla vigilia delle presidenziali da uno scandalo, uno scandalo di presunto spionaggio, fu accusato da uomini fedeli a Sarcozy de Villepin, di aver fatto spiare un sacco di gente dai servizi segreti, tra cui anche Sarcozy , ci fu il processo, l’affaire si chiamava Clearstream, processo che de Villepin subì da imputato, si fece le sue udienze, nel frattempo aveva rinunciato completamente alla politica attiva, aveva rinunciato a candidarsi alle presidenziali, lasciando quindi campo libero a Sarcozy che l’aveva fatto denunciare, pensate se in Italia non ce ne sarebbe abbastanza per parlare di uso politico della giustizia, tu fai fuori il suo avversario facendolo incriminare per il reato di averti spiato.
Pensate cosa si sarebbe detto in Italia poi della conclusione di quel processo Clearstream contro de Villepin, quest’ultimo fu assolto completamente per non avere mai commesso nessuno dei fatti che gli venivano imputati, invece di tirarsela da perseguitato, invece di accusare Sarcozy di averlo fatto fuori, disse semplicemente: la mia carriera ricomincia e spero di poter essere ancora utile al popolo francese, ma intanto all’Eliseo c’era andato Sarcozy per 7 anni, adesso il più accreditato rivale non più nel suo partito gollista come era il caso di de Villepin, ma in campo avverso, nel partito socialista era Strauss-Kahn e quest’ultimo cade per uno scandalo sessuale. In Italia naturalmente tutti sarebbero già pronti a strillare tutti gli amici di Strauss-Kahn, tutti i compagni di partito socialista di quest’ultimo sarebbero pronti a strillare alla cospirazione politica, al complotto politico, alla macchinazione e effettivamente se voi andate a controllare su Internet qualcuno che ipotizza una macchinazione a favore di Sarcozy ai danni di Strauss-Kahn c’è, nessuno però di quelli che dicono che c’è la macchinazione sostiene che Strauss-Kahn debba restare al suo posto, al Fmi, né tanto meno che debba mantenere comunque la sua candidatura all’Eliseo, in attesa degli sviluppi del processo delle sentenze e questa è la fondamentale differenza che c’è tra il nostro paese e tutti gli altri, è normale, è comprensibile che i parenti, la moglie, gli amici, i compagni di partito, i suoi fans, perché lui è un uomo molto popolare, sostengano che è innocente, sostengano che se l’hanno arrestato è perché l’hanno voluto incastrare, sostengono persino che la cameriera è stata infilata lì in quella stanza per provocarlo o che magari si è inventata tutto, o che magari conoscendo i suoi raptus sessuali gliel’hanno mandata a posta perché succedesse quello che è successo, qualcuno domanda addirittura su Internet che ci fa una cameriera nella camera di un uomo così potente? Di solito le cameriere aspettano che l’ospite esca prima di entrare per rifare la camera.
Insomma, vanno a cercare il pelo nell’uovo per non dover ammettere ciò che mai vorrebbero ammettere e cioè che si sono fidati della persona sbagliata e è comprensibile, umano, va bene, forse se fosse finito così uno dei nostri migliori amici, anche noi tenteremo di tutto pur di non arrenderci alla sua colpevolezza e per difenderlo.
Ma intanto, intanto che si chiarisce quello che è successo, lui non può più restare alla guida del Fmi che tra l’altro, per quanto istituzione criticabile, sappiamo benissimo quello che si dice sul Fmi e sulle sue responsabilità a proposito dell’affossare o del salvare i paesi, in questo momento è impegnato in una battaglia finanziaria mortale, quella che deve decidere della sopravvivenza della Grecia, quella che deve decidere se la Grecia esisterà ancora o non esisterà più dal punto di vista finanziario, quindi è evidente che non lo può fare da un carcere di Manhattan, di Harlem non lo può fare, da noi si sarebbe parlato di gogna mediatica, l’hanno esibito ammanettato tra due agenti per portarlo a fare degli accertamenti medici, non sulla sua salute, a fare degli accertamenti medici per vedere se ci sono tracce organiche della cameriera addosso a lui, ci siamo capiti? Per questo lo portano a fare degli accertamenti e intanto lo esibiscono in manette, non so se sia buono o cattivo questo comportamento, questo è un comportamento di prassi, di pragmatica negli Stati Uniti tutto avviene sotto i riflettori, tutto avviene alla luce del sole sia che tu sia un poveraccio preso per avere accoltellato un altro poveraccio dietro un angolo, sia che tu sia un banchiere o il più importante dei banchieri o dei dirigenti finanziari del mondo, per non parlare dei manager di Wall Street che sfilavano addirittura incolonnati quando li portavano via per lo scandalo dei mutui Surprime avviene tutto una luce del sole, sarà gogna mediatica? Può darsi, sarà giustizialismo? Può darsi, sono parole che in America non usano neanche perché trovano normale che se uno viene arrestato la gente lo veda, dopodiché se uno viene assolto, la gente lo vede! Soltanto da noi c’è questo razzismo, questo classismo per cui il poveraccio può essere mostrato con 60 manette e 60 schiavettoni e 60 catene, invece il ricco e il potente no, il ricco e il potente quando viene mostrato in manette è gogna mediatica.Quindi nessuno, neanche il più vicino degli uomini fedelissimi a Strauss-Kahn, sostiene che debba rimanere al suo posto e tutti lo danno per spacciato! Senza neanche voler aspettare come andrà il processo che in America è molto più rapido che non in Italia, praticamente compare davanti a un giudice già in giornata, già ci saranno le prime decisioni, poi è ovvio che si dovranno fare le indagini, se continua a proclamarsi innocente, se invece si proclama colpevole viene chiuso tutto con un patteggiamento e con un certo numero di anni di carcere.
C’è un altro problema: l’immunità, i dirigenti del Fmi sono equiparati a uomini di Stato e di governo e quindi godono dell’immunità, di certa immunità, troverete tutti i dettagli se andate a vedere su Internet qual è lo status degli alti dirigenti del Fmi, pare che nessuno abbia neanche preso in considerazione l’ipotesi di fare avvalere di questa immunità, di concedere a Strauss-Kahn la possibilità di avvalersi di questa immunità, perché? Perché le immunità, l’abbiamo ripetuto milioni di volte ma è sempre meglio insistere, le immunità servono per tutelare non le persone, ma le cariche, infatti di solito sono associate a comportamenti attinenti alle cariche che si ricoprono, perché in Italia c’era l’immunità parlamentare? L’autorizzazione a procedere per indagare e processare i parlamentari? Perché si temeva, appena usciti dal fascismo quando fu fatta la Costituzione che una magistratura che aveva indossato la stessa toga fino al giorno prima sotto il regime fascista e che si apprestava a indossarla dal giorno dopo sotto la Repubblica antifascista, si sentisse ancora figlia di quella cultura autoritaria per cui il Magistrato per ragioni politiche ma anche per ragioni sociali, appartiene comunque allo stesso giro, allo stesso ceto delle classi dirigenti e di governo? E che quindi fosse portata a una certa indulgenza nei confronti del potere politico e a una certa severità nei confronti di chi criticava anche pesantemente il potere politico e in quel periodo di vero scontro politico, siamo alla vigilia del 1948, ci sono prima gli scontri feroci tra repubblicani e monarchici al referendum del 1946 e poi nel 1948 c’è lo scontro feroce tra comunisti e anticomunisti, quindi chi vince rischiava di essere troppo tutelato dalla magistratura e chi perde e fa l’opposizione rischiava di essere magari colpito dai magistrati, non se veniva preso con i pantaloni in mano o con il pisello di fuori o in scandali sessuali, la chi veniva preso perché aveva organizzato uno sciopero, un blocco stradale, un blocco ferroviario, un’occupazione delle terre, un picchettaggio o aveva fatto un comizio troppo acceso, chi aveva in Parlamento denunciato troppo violentemente le responsabilità del governo.
Per questo tipo di reati nacque l’idea dell’immunità, proprio per tutelare la funzione del parlamentare che è innanzitutto un controllore del governo e quindi deve essere lasciato libero di esplicare la sua attività di controllo e di opposizione anche ringhiosa, anche feroce e pazienza se questa travalica i limiti della legge, questo era il pensiero dei costituenti che hanno inventato quel tipo di immunità che era affidata alla discrezionalità delle camere, le quali dovevano decidere se era il caso di lasciare processare un parlamentare o se non era meglio coprirlo, coprirlo non con l’impunità, ma con la possibilità che si riconoscesse la sua funzione di oppositore anche strenuo, anche estremista, anche eccessivo rispetto ai canoni normali, proprio perché comunque è bene avere un’opposizione viva, vivace, vitale, sveglia!
Non assopita, addormentata e supina come ai tempi del fascismo e allo stesso modo tutte le immunità che ci sono nel mondo, riguardano o per legge o per interpretazione i compiti, le funzioni ricoperte da chi ne gode, non per nulla sono i capi di Stato che spesso hanno l’immunità, non tutti, alcuni ce l’hanno vita natural durante, i re, altri ce l’hanno finché dura la carica i Presidenti della Repubblica, altri non ce l’hanno proprio!
Il Presidente della Repubblica tedesco, per esempio non ha nessuna immunità, il Presidente della Repubblica americano non ha nessuna immunità, il Presidente della Repubblica francese può essere processato dopo lo scadere del suo mandato, ma stiamo sempre parlando anche nei casi di immunità, di reati collegati con la funzione, il reato sessuale per esempio non può mai essere collegato con la funzione, perché? Perché tra le funzioni di un politico, di uno statista non c’è quello di andare a trombare in giro, possono naturalmente avere la loro vita sessuale ma senza commettere reati, senza violare la legge, quindi senza stuprare nessuno, senza molestare nessuno, senza violentare nessuno, senza intimorire o soggiogare nessuno, senza andare con minorenni, senza partecipare a giri di prostituzione, se lo fanno peggio per loro, non c’è nessuna immunità, non c’è nulla di politico o di istituzionale in questi comportamenti.
Se Strauss-Kahn avesse nominato al Fmi un suo amico come suo consulente o avesse dato incarico a un istituto di sondaggi o a un’agenzia di Pr di fare delle consulenze per il Fmi, avrebbe potuto essere sospettato di favorire qualcuno o di sfavorire qualcun altro, di avere esercitato male la discrezionalità del suo potere, probabilmente in quel caso sarebbe stato giusto che godesse dell’immunità, esattamente come se avesse detto, non so, chi ha governato la Grecia negli ultimi 10 anni è un deficiente, visto dove l’ha portata dal punto di vista finanziario e se il deficiente di turno l’avesse querelato, probabilmente sarebbe stato giusto proteggere Strauss-Kahn perché nell’esercizio delle sue funzioni aveva dato un giudizio anche magari eccessivo sulla capacità o l’incapacità di governare da parte dei greci, ma il fatto che abbia cercato di violentare una cameriera spiegatemi voi cosa c’entra con le funzioni, ecco perché non salta in mente a nessuno di tirare in ballo l’immunità anche se i dirigenti del Fmi ne possono godere, perché? Perché ne va di mezzo l’istituzione se viene coperto con l’immunità uno che inseguiva una cameriera portoricana per le camere di un albergo.
A questo punto qualcuno di voi dirà: ma ci hai presi per deficienti? Possibile che ci devi spiegare queste cose? Ma ci arriviamo perfettamente anche noi, e è verissimo, è verissimo che ci si può arrivare, non è verissimo che ci sia qualche deficiente in giro per definizione il Passaparola i deficienti non lo guardano, ma lo facevo notare per far notare quanto è diverso il modo di ragionare, quanto è facile ragionare nei paesi normali su vicende di cui ormai sappiamo quello che è necessario sapere, e quanto è difficile invece fare un ragionamento normale in Italia, è sufficiente che voi sostituiate Dominique Strauss-Kahn con Silvio Berlusconi o a caso un qualunque altro politico italiano finito nei guai in questi anni, per vedere che subito le cose facili diventano complicate, c’è chi lavora per complicarle, incasinarle, intricarle, per fare in modo che alla fine i fatti che sono molto chiari diventino confusi, nessuno capisca più niente di quello che è successo e a quel punto possono intervenire i soliti trombettieri del principe a ricamarci sopra e a spiegarci che in fondo dove è il problema se uno cerca di violentare o violenta una cameriera, che in fondo tutti nella loro vita violentano le cameriere, che in fondo come possiamo fidarci della parola di una cameriera rispetto alla parola di Dominique Strauss-Kahn e che in fondo, ma ve lo vedete Dominique Strauss-Kahn che tenta di violentare una cameriera portoricana quando può permettersi ben altro gratis?
Oppure qualcuno che ci dice che in fondo in fondo Strauss-Kahn non ha fatto niente di male perché l’uomo è uomo, il maschio è cacciatore! Oppure che beh, insomma ogni tanto uno si deve pur sfogare, oppure dove è il problema? Al massimo Strauss-Kahn è l’utilizzatore finale della cameriera, sono tutti argomenti che hanno cittadinanza soltanto in Italia, sono espressioni intraducibili in altri paesi, perché? Perché negli altri paesi, per quanto nessuno sia perfetto e per quanto gli scandali capitino anche all’estero, non esiste quella fauna di leccaculo che in Italia accompagna i potenti e li accompagna non solo per reggergli la borsa, per tenerli il pisello quando vanno a pisciare, per mettergli il trucco in faccia, per pettinargli, per scrivergli i discorsi, per ricordargli gli appuntamenti, per rispondere al telefono al posto loro, per aprirgli l’ombrello quando piove o quando fa troppo sole, per allontanare gli elettori che vogliono fare domande scomode, no quella corte di leccaculo serve anche a diffondere slogan e luoghi comuni per fare in modo che il maggior numero di persone possibile dia ragione a loro anche quando hanno torto, sono quelli che noi erroneamente chiamiamo i giornalisti di destra, se difendono un leader di destra o i giornalisti di sinistra se difendono i leader di sinistra, non sono né giornalisti né di destra né di sinistra, sono dei leccaculo! Sono dei leccaculo che passano la loro giornata a dare ragione al padrone che li paga e quindi si inventano il così fan tutti, l’embè, il che male c’è, il complotto, l’accanimento giudiziario, la persecuzione, la macchinazione, le toghe rosse, toghe guardone, le toghe sessuofobiche, per nascondere i fatti che di solito sono molto chiari, esattamente come sembrano molto chiari nel caso di Strauss-Kahn , noi abbiamo un Presidente del Consiglio che si intratteneva nottetempo con una minorenne, la pagava, la copriva d’oro, le faceva promesse, quando veniva beccata a rubare la faceva liberare dalla Questura spacciandola per la nipote di Mubarak e quando si è scoperto tutto questo lei ha cominciato a parlottare un po’ in giro e lui le ha detto che se fosse stata zitta o se avesse fatto la matta per rendersi un credibile, l’avrebbe coperta d’oro e lei si aspettava milioni, 5 milioni, le diceva: in parte sono già stati pagati, in parte non ancora, i fatti sono quelli, sono chiarissimi e intorno a lei c’era un giro di prostituzione, in cambio di soldi, di gioielli, di case gratuite, di promesse, di scritture per film, programmi televisivi, promesse di carriera politica, in alcuni casi già mantenute, giro di prostituzione che ruotava intorno a una di queste signorine, non a caso divenuta consigliera regionale e a due anziani signori di cui non vorrei fornire ulteriori qualifiche che si chiamano Lele Mora e Emilio Fede, questi sono i fatti che sono chiarissimi da quello che si legge che si è letto in questi mesi nelle intercettazioni e nel racconto dei protagonisti, soltanto un paese che ha perso di vista i fatti può attendere con ansia il processo per capire cosa è successo, cosa è successo? Lo sappiamo benissimo, lo sanno tutti, a Milano lo sanno anche i paracarri cosa succede di notte o la sera nella Villa di Arcore e a Roma lo sanno tutti, anche i paracarri cosa succede a Palazzo Grazioli e in Sardegna lo sanno tutti, anche i paracarri quello che succede a Villa Certosa. Nel gruppo Berlusconi lo sanno da tempo immemorabile quale sia la concezione e il rapporto tra Berlusconi e la donna, che non è il rapporto del latin lover, non è il rapporto del Don Giovanni, non è il rapporto del conquistatore, non è il rapporto di quello che lui si dipinge, dell’uomo che va a caccia di belle donne, no è un rapporto da sempre mercenario, il problema è che in Italia organizzare, sfruttare, utilizzare, giri di prostituzione non è lecito, non è lecito per un cittadino comune, figuratevi per il Presidente del Consiglio!Invece sul caso Strauss-Kahn nessuno cerca di fare il furbo, si cercherà al massimo di interpretare quello che è potuto succedere, ma quello che è successo lo sappiamo benissimo, un signore che scappa con i pantaloni in mano praticamente da un albergo, mentre una cameriera sta telefonando alla polizia per dire “venitelo a prendere perché mi è saltato addosso!” e essendo uno degli uomini più potenti del mondo viene fatto scendere dalla scaletta dell’aereo dove si era appena rifugiato e dove sperava che entro qualche seconda di decollare, di tornare nel suo paese, è stato fatto riscendere e è stato portato in manette in una gabbietta che immagino piena di spacciatori e di prostitute portoricani. E lì bivacca in attesa di giudizio senza che nessuno si permetta di dire che la polizia, tanto meno la magistratura americana, lo hanno voluto colpire politicamente, al massimo se qualcuno l’ha voluto colpire politicamente, tutto ciò è avvenuto prima, ma nessuno si sognerebbe di mettere in dubbio le istituzioni e le autorità che sono preposte al controllo di legalità negli Stati Uniti, anche se quell’indagine ha ricadute politiche, molto più rilevanti di quelle che hanno avuto gli scandali di Berlusconi, anche perché in quei paesi prima di togli dalla vita politica o dalla vita imprenditoriale o dalla vita istituzionale e ti vai a difendere, poi eventualmente torni, nessuno se lo ricorda e pochi giornali l’hanno rammentato, ma Dominique Strauss-Kahn 15 anni fa quando era Ministro dell’economia del governo socialista Chirac fu sospettato di uno scandaletto piuttosto minuscolo, non di tangenti, lui prima di entrare in politica faceva l’avvocato e fu accusato di avere percepito una retribuzione fittizia da un ente pubblico, quando la cosa uscì sui giornali, non ci fu neanche il tempo di lasciarlo incriminare della Magistratura, si era già dimesso perché disse: voglio difendermi a mani libere, come avevano fatto altri 4 Ministri di precedenti governi francesi che indagati o sospettati se ne erano subito andati: Tapì, Carignon, Lunghen e Rossin.
Il Foglio di Ferrara quando Strauss-Kahn si dimise insorse, perché? Perché si dimostrava una volta di più che all’estero per il semplice sospetto se ne vanno, mentre in Italia sui sospetti per non dire sulle imputazioni, sulle condanne si costruiscono carriere politiche, infatti Il Foglio protestò e disse: i PM francesi vanno al governo, le dimissioni di Strauss-Kahn meritano un boato di disapprovazione, Strauss-Kahn è un eletto del popolo e ha ottenuto voti per governare la Francia, si temeva che l’insano gesto di Strauss-Kahn facesse vergognare qualcuno in Italia. Bene Strauss-Kahn naturalmente non legge il foglio, ha di meglio da fare come abbiamo visto, si dimise, in quel processo fu poi assolto e tornò dopo anni di quarantena alla vita politica, adesso probabilmente questa è la mazzata finale, ma è la seconda volta che incappa in un incidente e è la seconda volta che viene immediatamente messo da parte o si mette immediatamente da parte.
L’altro giorno il Capo dello Stato a una domanda sul Parlamento italiano, ha ricordato che in Inghilterra per molto meno rispetto agli scandali italiani, quelle vicenduole di rimborsetti spese da qualche migliaio di Euro ci sono cancellieri dello scacchiere, Ministri, sottosegretari e parlamentari che si sono dimessi e alcuni sono stati pure condannati a pene detentive senza la sospensione condizionale.

Per una volta tanto applausi al Capo dello Stato, ogni tanto fa bene aprire le finestre, dare un’occhiata a quello che succede nelle democrazie vere, sempre per non perdere il contatto con le democrazie vere, speriamo di avere un giorno una classe dirigente, non dico che non incappa in scandali, quelli sono purtroppo inevitabili entro certi limiti perché la natura umana è quella che è, ma almeno una classe politica che quando scoppiano gli scandali li risolte con le dimissioni dell’inquisito anziché con le dimissioni del Magistrato, passate parola, buona settimana!

lunedì 9 maggio 2011

Parlamentari all'asta - Marco Travaglio


Buongiorno a tutti, scusate, stavo cercando una cosa che mi serve per dare qualche dato sul costo dei nostri neosottosegretari, perché noi abbiamo il nuovo Ministro Romano, nuovi 9 sottosegretari, si annunciano altri nuovi Ministri e altri nuovi sottosegretari, diciamo che per dare plasticamente l’idea del tramonto, del tracollo del berlusconismo, c’è proprio questa immagine di un governo sempre più pletorico di poltrone che vengono inventate di giorno in giorno per, non dire per comprare, ma per remunerare quelli già comprati, quando si promettono posti a tutti, poi almeno qualcuno bisogna accontentarlo, altrimenti poi questi quando ci sono le votazioni sulle leggi ad personam, quelli non votano. Dato che l’unico scopo di questo governo non è fare qualcosa, ma è restare in piedi, perché il giorno in cui il Presidente del Consiglio non fosse più Presidente del Consiglio, toccherebbe andare in Tribunale e probabilmente finirebbe in galera, allora voi capite per quale motivo questo governo deve stare in piedi purché sia anche su un piede solo, anche senza fare nulla, anche in surplace, qual è il costo?
Credo che gli elettori di centro-destra, quelli che avevano votato per Berlusconi abbindolati dalla promessa di tagliare i costi della politica, tagliare i costi della casta, abolire le province, fare il governo snello, non come il centro-sinistra che fece il governo iperpletorico di Prodi che per accontentare tutti sistemò addirittura intorno al tavolo 104 poltrone più la sua, adesso si stia domandando cosa sta succedendo, visto che oltre la metà di vita della legislatura, si aggiungono per il momento 9 e prossimamente, mi pare altre 14 poltrone. 
Partiamo intanto dalla norma che regola la composizione del governo e che detta il massimo numero dei membri del governo, legge finanziaria 2008, N. 44, entrata in vigore il 24 dicembre 2007, Art. 1 comma 376, a partire dal governo successivo a quello in carica alla data di entrata nel 2008, a gennaio 2008, cosa succede a gennaio 2008? C’era ancora Prodi alla Presidenza del Consiglio fino a un mese o due dopo, dopodiché cascò, arrivò Berlusconi nel maggio 2008, quindi quello era il primo governo che doveva rispettare questa nuova norma, a partire dal governo successivo a quello in carica dalla data di entrata in vigore della presente legge, il numero dei Ministeri è stabilito dalle disposizioni di cui al Decreto, il numero totale dei componenti del governo a qualsiasi titolo, ivi compresi i Ministri senza portafoglio, Viceministri e sottosegretari non può essere superiore a 60 e la composizione del governo deve essere coerente con il principio stabilito dal secondo periodo del primo comma dell’Art. 51 della Costituzione. Con i 9 nuovi arrivi tra i sottosegretari, siamo arrivati a 64, 4 più dei 60 previsti dalla legge, quindi siamo già fuori legge, ok? Dovrebbero cambiarla per fare posto a quei 4 in accesso e tanto più agli altri 10 o 14 che si annunciano per i prossimi giorni, ore, minuti. 
Nel frattempo è intervenuto il Capo dello Stato per segnalare un altro problema, un problema talmente evidente che non l’aveva notato nessuno nelle opposizioni, talmente abituati a scannarsi tra di loro quelli del PD a parlare di Veltroni, cosa farà, Veltroni cosa farà Bersani, Enrico Letta, questo, quell’altro o a compilare mozioni sulla guerra in Libia talmente simili a quella del governo che il centro-destra gli ha fatto passare pure la loro di mozione, insieme a quella del terzo polo per cui l’unica che non è passata era quella contro i bombardamenti in Libia dell’Italia dei valori, quelli del PD si erano dimenticati di notare che il governo, dopo il giuramento del Ministro Romano e tanto più dopo il giuramento dei 9 sottosegretari nuovi, ha una maggioranza diversa da quella che gli aveva dato la fiducia quando nacque, il che non è di per sé uno scandalo, ma bisogna ufficializzare che c’è una nuova maggioranza, e bisogna sottoporla al voto di fiducia del Parlamento. 
Obiezione: ma anche il centro-sinistra cambiò maggioranza all’interno della stessa legislatura senza andare alle urne, vero? Quando nel 1998, ottobre 1998 fu rovesciato il governo Prodi perché Rifondazione Comunista uscì dalla maggioranza e Prodi per un voto dovette dimettersi perché non aveva avuto la fiducia, non usava lui comprare voti dall’altra parte, si rifiutò persino di chiedere i voti a Cossiga che aveva una pattuglia di amici suoi e che aveva detto: se me li chiede glieli do, Prodi disse: o vivo o muoio con la maggioranza che mi ha eletto, né morì e il giorno dopo era già pronta la nuova maggioranza per sostenere il governo D’Alema, con l’afflusso nel centro-destra di personaggi eletti nel centro-destra, sulla cui moralità e coerenza personale ognuno può avere le idee che ha e che vuole, però ci fu comunque, dopo che D’Alema lesse la lista dei Ministri, in voto di fiducia e fu ufficializzato che la maggioranza di D’Alema non era più l’Ulivo più Rifondazione, ma era l’Ulivo defunto ormai, con l’innesto di mastelliani, cossighiani, buttiglioniani, la famosa Udr, poi diventata con l’uscita di Cossiga Udeur. 
Questa volta invece cambiano la maggioranza in corsa, di nascosto, anche se tutti lo vedono e tutti lo sanno, senza passare per un voto del Parlamento e è proprio questo che ha segnalato, una volta tanto vigile, il Capo dello Stato, quando ha detto: il Presidente della Repubblica ha proceduto alla firma dei decreti di nomina di 9 sottosegretari di Stato, la cui scelta rientra, come noto, nell’esclusiva responsabilità del Presidente del Consiglio dei Ministri e qui ha ragione, perché i sottosegretari li sceglie il Premier, sono i Ministri che invece sono nominati dal Capo dello Stato su indicazione del Premier non vincolante, se il Capo dello Stato qualcuno non lo vuole fare Ministro, non lo fa Ministro e resta da capire perché ha fatto Ministro il Signor Romano, ne abbiamo già parlato, Saverio Romano indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione dalla Procura di Palermo, su cui Napolitano disse di avere preso informazioni presso la Magistratura, ma poi pur prendendone le distanze, lo nominò lo stesso. 
Aggiunge Napolitano: rilevato che sono entrati a far parte del Governo esponenti di gruppi parlamentari diversi, rispetto alle componenti della coalizione che si è presentata alle elezioni politiche, spetta ai Presidenti delle camere e al Presidente del Consiglio, valutare le modalità con le quali investire il Parlamento delle novità intervenute nella maggioranza che sostiene il governo, eh già, bisognerebbe avvertirlo il Parlamento, abbiamo trasformato in un organismo pleonastico in un dopolavoro, in una bocciofila, bisognerebbe avvertire il Parlamento che il Governo a cui diede la fiducia nel maggio 2008 non è più lo stesso, è cambiato non solo perché hanno rimpastato alcuni personaggi, ma è cambiato perché non c’è più la componente finiana e di questo il Parlamento ha preso atto nella fiducia del 14 dicembre e è entrata una nuova componente, non solo nella maggioranza, ma nel governo, la componente dei cosiddetti responsabili, più altri. Questi nuovi innesti sono di due tipi: persone che erano già state elette nel Pdl e poi si erano perse per la strada e adesso sono rientrate all’ovile e su queste nulla quaestio perché sono voltagabbana di andata e ritorno, però nel 2008 erano entrati in Parlamento con il Pdl. Poi ce ne sono altri che invece sono voltagabbana di sola andata, sono stati eletti all’opposizione e adesso sono entrati non solo in maggioranza, ma addirittura dentro il governo e sono questi che pongono il problema, chi sono? Sono: il Ministro Romano eletto nell’Udc, quindi all'opposizione, sul quale incredibilmente Napolitano non aveva sollevato obiezioni neanche di questo tipo, perché è con l’arrivo di Romano un mese fa che il governo cambia natura e ingloba un Ministro che era stato eletto nell’opposizione, nell’Udc di Casini e si presentava all’opposizione, ha perso le elezioni Casini nel 2008 e poi con 3 sottosegretari anche essi, anzi 4 sottosegretari anche essi eletti in partiti di opposizione e oggi passati alla maggioranza, anzi al governo e chi sono? Bruno Cesario, neosottosegretario all’economia, Aurelio Misiti neosottosegretario alle infrastrutture, Massimo Calearo, consigliere personale del Presidente del Consiglio per il commercio estero, Riccardo Villari sottosegretario ai beni culturali. 
Cesario è stato letto nel PD, Misiti è stato eletto nell'Idv, Calearo è stato eletto nel PD, Villari è stato eletto nel PD, perché poi si parla sempre di Scilipoti come se i voltagabbana fossero tutti dell’Idv , ce ne sono razzi e Scilipoti, ma ci sono anche molto più numerosi quelli del PD che sono una ventina usciti dal PD e passati con la maggioranza, poi ci sono gli altri sottosegretari, la Polidori, Rosso, Melchiorre, Catone, Bellotti, Gentile che erano stati eletti nel Pdl o nella Lega, poi erano passati o con Fini o comunque nel gruppo misto e non votavano per il governo e poi sono rientrati all'ovile e su questi non c’è problema perché in Parlamento sono entrati dalla stessa parte in cui si trovano adesso, il problema lo creano invece 4 sottosegretari eletti nel centro-sinistra e il Ministro eletto nell’Udc.

Prima di vedere quanto ci costano questi nuovi sottosegretari e a cosa servono e quali competenze hanno per ricoprire il ruolo che è stato loro affidato, vediamo un attimo chi sono questi nuovi sottosegretari, cerchiamo di capire anche perché, non si poteva fare a meno di nominarli a costo di arrivare a un ceffone del capo dello Stato che non è che ne dia molti, questa volta l’ha dato.Chi sono? Roberto Rosso, di quest’ultimo vi devo raccontare un episodietto che mi è capitato, Roberto Rosso è piemontese, sono torinese, lo conosco da quando nel 1992/1993 giovane democristiano della corrente Bonsignore andreottiana si pentì di questa sua appartenenza e fondò un movimento a Vercelli insieme a un altro ex democristiano, Radaelli, il movimento denominato Mani Pulite, cavalcavano l’onda dell’inchiesta Mani Pulite e chiedevano la moralizzazione della politica e del loro partito. Rosso poi quando è arrivato Berlusconi si è schierato con Forza Italia subito, è entrato immediatamente in Parlamento con Forza Italia, li avevo conosciuti perché grazie alle denunce di un Consigliere comunale di Rifondazione Dario Roasio a Vercelli e dei due Rosso e Radaelli la Magistratura era riuscita praticamente a mettere in carcere l’intera Giunta Comunale, il pentapartito di Vercelli coinvolta in uno scandalo di tangenti intorno al business dei rifiuti, inceneritori e discariche. Presero la Giunta Comunale una notte, in blocco la portarono dentro, compreso il Sindaco Bodo socialista.  Il moralizzatore Rosso passa a Forza Italia e lì uno dice: va beh, si è fatto abbindolare, uno dei tanti, era la prima volta, pensava che Berlusconi fosse l’uomo che avanza, del resto Berlusconi cavalcava pure lui Mani Pulite nel 1994, c’è cascato una volta, vediamo, c’è cascato sempre da allora, gli è piaciuto così evidentemente, è rimasto in Forza Italia fino all’autunno scorso, essendo anche coordinatore regionale in Piemonte di Forza Italia e poi di quello che è diventata il Popolo delle libertà, la Casa delle libertà, le varie denominazioni. Nell’autunno scorso passa con Fini, dopo aver negato che avrebbe fatto il salto della quaglia con Fini, diventa responsabile coordinatore di Futuro e Libertà locale, ingelosendo la Siliquini che se ne torna dopo breve volgere di qualche settimana nel Pdl, Rosso un giorno, mi capita sull’aereo proprio nella poltroncina di fianco, quel giorno Il Corriere della Sera riportava un’indiscrezione secondo cui Rosso era pronto a tornare nel centro-destra, nella maggioranza cedendo così alle lusinghe di Dennis Verdini che è uno di quelli incaricati di reclutare, è il coordinatore del resto del Pdl, avendolo vicino gli ho fatto vedere Il Corriere della Sera e gli ho chiesto: è vero quello che scrive Il Corriere? E’ vero che stai tornando dall’altra parte? Lui inorridito mi guardò e mi disse: ma per chi mi hai preso? Ho una parola sola, sì è vero Verdini continua a telefonare, ma io lo mando a stendere. 
Bene, il mattino dopo Rosso annunciava il ritorno nel Pdl. La settimana dopo l’ho incontrato di nuovo sullo stesso aereo, è l’aereo del martedì, quello che prendono molti parlamentari torinesi per andare a Roma, e lui dato che avevo scritto questa storia su Il Fatto mi dice: certo che mi hai trattato male su Il Fatto, gli ho risposto: ma come ti dovevo trattare? Ma con quale faccia vai in giro? Ma con quale faccia parli con gli elettori? Ma non ti dice mai niente nessuno? La tragedia è che a questi non gli dice mai niente nessuno perché non hanno elettori, non ho elettori perché sono cooptati da quei 4, o 5 segretari di partito che fanno le liste e decidono loro a nostra insaputa chi viene eletto e chi no, ma questo lo sappiamo e quindi è inutile ripeterlo. Sapete con quale motivazione Rosso ha annunciato che tornava da Berlusconi? Una crisi di coscienza, la seconda in 3 mesi perché dice: Fini è un laicista, un anticlericale, avete mai sentito Fini attaccare la religione, il clero? Io mai, Fini è un laicista e io sono il pronipote di Don Bosco e quindi pensando a San Giovanni Bosco io non posso rimanere in quella terra di senza Dio che è Futuro e Libertà e sono tornato nel partito che invece secondo lui Don Bosco avrebbe preferito, e cioè il partito del Bunga, Bunga! Voi capite perché sarebbe opportuno ripristinare possibilità degli elettori di scegliere, perché se hai scelto un tuo rappresentante e poi leggi che gli è apparso Don Bosco e perché non gli era apparto quando c’era andato in Futuro e Libertà? Visto che era già nota la posizione di Fini per esempio sulla fecondazione assistita o su altri temi, che gli è apparso soltanto per giustificare il ritorno all’ovile, naturalmente Don Bosco è completamente ignaro di tutto mi immagino, penso che laddove si trova abbia cose più interessanti da fare che non di occuparsi di questo personaggino. 
Però per dirvi con quale faccia tosta, ti mentono anche gratis perché se la sera prima mi dice che non è vero e il mattino dopo passi dall’altra parte, poi alla fine con quale faccia mi rivolgi la parola, la settimana successiva quando mi rincontri in aereo e ti lamenti pure! Ogni volta che incontro Rosso in aereo, di settimana in settimana sta sempre in un partito diverso da quello della settimana precedente! Cambiano un partito alla settimana, naturalmente la crisi di coscienza è stata ricompensata con un posto di sottosegretario, che prima non aveva! 
Segno evidente che mollare Berlusconi e poi tornare indietro conviene, perché? Perché così ti comprano, così ti ricomprano, se stai sempre con lui, non se ne accorgono neanche che esisti, se invece te ne vai per farti ricomprare, allora poi se ne accorgono che esisti! Così la fedeltà, la coerenza e la fiducia diventano un disvalore, un handicap, viene premiato il tradimento, il doppio tradimento, perché lui per agguantare un posto di sottosegretario ha dovuto tradire prima il suo partito e poi il partito nel quale era andato, il partito di Fini. 
Adesso si occupa di agricoltura, spiegherò a Berlusconi che il mio è un passaggio irrevocabile aveva detto, quando era passato a Futuro e Libertà, irrevocabile un par di palle si direbbe volgarmente! Infatti lo ha revocato. Sottosegretario all’agricoltura cosa capisca di agricoltura questo signore lo sa solo lui, nel 2005 aveva fatto il sottosegretario al lavoro, secondo sottosegretario, partiamo da quelli che sono stati comunque eletti nel centro-destra e ci sono ritornati con varie evoluzioni arabescate: Luca Bellotti, era passato a Fini, eletto con il Pdl era passato a Futuro e Libertà, aveva votato contro la fiducia al governo Berlusconi il 14 dicembre, se dipendeva da lui il governo cadeva e adesso non solo vota a favore del governo, ci mancherebbe, ne fa parte, ma ne fa parte. 
Quando è rientrato in febbraio dopo la breve fitina in Futuro e Libertà aveva detto: sarei ottimo un’agricoltura, parla la mia storia personale, invece purtroppo all’agricoltura ci hanno messo Romano e Roberto Rosso e quindi lui è andato al Welfare, al lavoro, dove era sottosegretario Rosso l’altra volta, forse si sono sbagliati, forse se mettevano Bellotti che voleva andare all’agricoltura, all’agricoltura e Rosso che era già stato al lavoro, al lavoro, magari mettevano due persone che qualcosa ne capivano, invece no, quello che voleva andare all’agricoltura è andato al lavoro e quello che stava al lavoro è andato all’agricoltura, tanto che gli frega a loro del lavoro e dell’agricoltura? Saranno mica dei problemi? Sono dei posti. Daniela Melchiorre procace ex magistrato che fece, credo, l’uditorato alla Procura di Milano, saltò fuori all’improvviso nel 2006 quando nacque il Governo Prodi e bisognava trovare un sottosegretario in quota Dini e era rimasta solo la giustizia, quindi saltò fuori questa Signora, mai sentita prima naturalmente in politica, che andrò a fare il sottosegretario alla giustizia del Ministro Mastella, poi naturalmente i diniani passarono con il Pdl e quindi contribuirono a rovesciare il Governo Prodi nel gennaio – febbraio 2008, fecero l’alleanza con il Pdl, ma poi non ebbero soddisfazione, Dini non diventò Ministro, i diniani fecero un po’ gli sdegnosi e passarono al gruppo Misto.
Poi la Signora è passata al Terzo Polo insieme a Fini, Casini e Rutelli e poi con un grande giro di valzer è tornata al Pdl, naturalmente ha dovuto dare prova di ritrovata fedeltà, entusiasmo, ha dovuto votare a favore del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato contro il Tribunale di Milano che si è rifiutato di passare il caso Ruby al Tribunale dei Ministri, ha votato cioè la famosa mozione ?Paniz? in cui c’è scritto che Berlusconi era veramente convinto che Ruby fosse la nipote di Mubarak , il che votato da un ex magistrato la dice lunga e così – magistrato militare – la Signora Melchiorre ha agguantato un sottosegretariato nel terzo governo Berlusconi. Dato che fa, come unico mestiere noto, prima di entrare in politica era magistrato militare, dove l’hanno messa, alla giustizia? Assolutamente no, l’hanno messo allo sviluppo economico, cosa capisca di sviluppo economico un ex magistrato militare lo sa solo lei, naturalmente anche lei aveva pronunciato una frase memorabile quando a sabato si era ipotizzato che i diniani tornassero all’ovile berlusconiano lei aveva dichiarato “non c’è nulla di vero su un nostro arruolamento nel gruppo, sono indiscrezioni infondate”.

Katia Polidori, umbra, era passata dal Pdl a Fini perché aveva detto “ho scelto Fini per riconoscenza, ma è stata una decisione difficile, dilaniante” infatti era stata talmente dilaniata che aveva firmato la mozione di sfiducia dei finiani contro il governo Berlusconi il 2 dicembre a 2 settimane dal voto di fiducia aveva dichiarato “il gruppo di Futuro e Libertà è compatto, nessun bisogno di chiarimento con Fini” poi il 14 dicembre a un pelo dalla votazione, votò contro la mozione di sfiducia e se ne vantò “ho salvato il governo perché il paese ha bisogno di stabilità”.Fu subito visitata da un meraviglioso inviato di Signorini, ottenne un bellissimo servizio su Chi in cui veniva dipinta come una specie di genio della politica, bionda solare, occhi azzurri, aria da fatina buona, Katia in realtà è un caterpillar, è imparentata, anche se lei ogni tanto dice che è solo un omonimia, con il Polidori N. 1 del Cepu che ha ottenuto praticamente il riconoscimento di università, il Cepu da questo Governo e dove l’hanno messa la Signora Polidori? L’hanno messa anche lei allo sviluppo economico, sviluppano tutti l’economia, Melchiorre e Polidori, due sviluppatrici economiche al prezzo di una! 
Frase celebre “sono in Futuro e Libertà perché è un movimento unito” per me non ci saranno mai problemi! Infatti è tornata al Pdl è diventata sottosegretario. 
Giampiero Catone, è stato eletto nel Pdl, era un democristiano, poi era diventato una specie di braccio destro di Buttiglione, quest’ultimo si giocò il ruolo di commissario europeo, di Ministro dell’Unione Europea qualche anno fa non solo perché andò in Europa a fare una tirata tremenda contro i gay e le donne, ma anche perché si era portato come suo capo di gabinetto Catone e qualche tempo prima era finito in galera per truffa, ha avuto diversi processi, lui dice di esserne uscito sempre assolto, ho letto che c’è stata qualche prescrizione, qualcosa è ancora in corso, comunque non è questo il problema, figurarsi, con il lombrosario che abbiamo, anche se fosse ancora inquisito o imputato uno più o uno meno non è questo il problema. 
Catone l’anno scorso lascia il Pdl, passa a Fini e Fini un’altra volta ci penserà prima di imbarcare di tutto senza mettere filtri, ma al momento di firmare la mozione di sfiducia lui non la firma, non la firma, vota la fiducia a Berlusconi e torna nel centro-destra, frase celebre “ho le confraternite – lui è molto legato a ambienti cattolici, anzi vaticani e ecclesiastici – 300 amministratori e 40 mila elettori, Fini deve dirmi se li vuole” lui quando si muove, si muove con il camper, con dentro dice: 40 mila elettori, confraternite e 300 amministratori, figuratevi se ha 40 mila elettori, ovviamente questa è gente che non è mai stata eletta dal popolo, è sempre stata nominata da segretari di partito e portata, cooptata… comunque anche se fosse vero che ha questo camper con 40 mila elettori dentro più che confraternite, il camper ha fatto inversione ad U e è tornato al Pdl e lui nel camper ci ha messo il sottosegretariato, a quale Ministero? L’ambiente, cosa capisce uno che ha le confraternite di ambiente? Lo sa soltanto lui, ambiente! 
Ho dimenticato Antonio Gentile, quest’ultimo ha un percorso simile a quello della Polidori, è stato eletto con il Pdl, ha votato la fiducia a Berlusconi, non è passato da nessuna parte a differenza della Polidori, quindi qui non fa parte di quelli premiati per avere voltato gabbana, è diventato sottosegretario al Ministero dell’economia, come un altro che tratteremo tra un attimo. 
E’ un geologo di Cosenza, è un tifoso del Napoli e se non si tratta di un’omonimia, a mia memoria qualche anno fa c’era l’On. Gentile che presentò la candidatura di Berlusconi al Premio Nobel per la Pace, non so se sia lui, ma se è lui ha ricevuto la giusta ricompensa, purtroppo il Nobel per la pace a Berlusconi non gliel’hanno dato, come dubito che lo daranno all’Isola di Lampedusa visto che il nobel alle isole è considerato piuttosto bizzarro dalla giuria del Nobel, però l’importante è provarci e è andato all’economia, essendo un geologo, magari un geologo uno lo vedeva meglio all’ambiente, ma all’ambiente ci hanno messo Catone, quello delle confraternite, ma tanto chi se ne frega, non sarà mica un problema l’ambiente! 
Bruno Cesario, quest’ultimo allevato da Ciriaco De Mita, quindi una garanzia, democristiano di sinistra, molte preferenze in Campania, che percorso fa? Cesario è un peripatetico della politica proprio, viene eletto con il PD, l’anno scorso esce dal PD e aderisce all’Api di Rutelli, quindi al terzo polo alleato con Fini e Casini, a quel punto cosa fa? Dopo aver votato la fiducia al Governo Berlusconi mentre l’Api votava la sfiducia, si inventa i responsabili insieme a Scilipoti e a Calearo, cosa è diventato? Sottosegretario all’economia, pure lui come il geologo, la sua competenza in fatto di economia non è particolarmente nota, non si sa, non è famoso per questo, famoso per i voti che controlla e per le manovre, quindi il povero Tremonti perso l’apporto fondamentale di Cosentino, adesso ha il geologo e il Cesario. 
Aurelio Misiti, altro peripatetico meraviglioso, già democristiano, calabrese, già dipietrista, ha fatto una serie di girettini, era partito dalla C.G.I.L. università, poi era diventato Presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, quindi assessore ai lavori pubblici nella Giunta Comunale di centro-destra, Chiaravalloti, nel 2006 era approdato alla Camera con l’Idv , nel 2009 era passato all’Mpa di Raffaele Lombardo, il 14 dicembre ha votato la sfiducia a Berlusconi, come l’Mpa di Lombardo, ma si è subito fatto perdonare il 3 febbraio, votando contro la Procura di Milano sull’autorizzazione a perquisire il Rag. Spinelli e questo lo ha fatto notare negli ambienti che contano, dove l’hanno messo? L’hanno messo come sottosegretario alle infrastrutture e lì non si può dire che non se ne intenda di infrastrutture perché lui si è sempre occupato di opere pubbliche, si è sempre occupato di opere pubbliche e era favorevole, per esempio, al ponte dello stretto, quindi diciamo che la competenza almeno non gli manca, quello che gli manca forse è la coerenza, visto che ha fatto tutto il giro e ormai lo sta rifacendo una seconda volta. Riccardo Villari eletto nel PD, ve lo ricordate perché all’inizio della legislatura il centro-sinistra aveva diritto al posto di Presidente della Vigilanza RAI, bisognava metterci uno con le palle per controllare la RAI di regime, un po’ come fa il centro-destra quando ci mette gli Storace e i Landolfi, invece il centro-sinistra se li fa scegliere del centro-destra, dato che Veltroni aveva deciso che quel posto spettava all’Idv, Di Pietro ci voleva mettere non un Misiti per fortuna, ogni tanto sceglie anche qualcuno valido, voleva mettere Leo Luca Orlando, ma il centro-sinistra in parte e soprattutto al centro-destra uno combattivo come Orlando non piaceva, perché avrebbe fatto veramente la vigilanza e allora cosa hanno fatto? Si sono inventati questo Villari eletto nel PD che a disposizione ha ottenuto i voti dal centro-destra e da alcuni franchi tiratori del centro-sinistra che hanno preferito lui a Orlando, il centro-sinistra sceglie uno di centro-sinistra per fare il Presidente della vigilanza che spetta al centro-sinistra, Villari ci ha preso gusto, i leader del suo partito gli hanno detto: dimettiti perché la nostra scelta è Orlando, ma lui spalleggiato dai dalemiani, ricordate il pizzino di Nicola La Torre a Bocchino proprio a proposito di questa storia in diretta Tv su La 7, si tiene la poltrona, per mesi occupa e tiene bloccata la vigilanza, mentre intanto la RAI ne fa di tutti i colori, poi a un certo punto cosa fa? I Presidenti del Senato e della Camera intervengono per sbloccare la situazione, allora lui si dimette da Presidente della vigilanza, ma non viene eletto Orlando, viene eletto Zavoli, Villari intanto cosa fa? Un po’ di giretti, era già passato dalla DC al Partito Popolare, al Cdu di Buttiglione, all’Udeur di Mastella, alla Margherita, era arrivato al PD, poi va all’Mpa di Raffaele Lombardo, ma non è mica finita! Perché ha abbandonato anche la Mpa e è passato dove? Al Pdl, ha votato la fiducia a Berlusconi e adesso ha ottenuto finalmente la giusta mercé, sottosegretario ai beni culturali, è un uomo di cultura, no? 
Frase celebre due anni fa aveva dichiarato “anche se sono stato espulso – per quello che aveva combinato in vigilanza – mi sento parte del centro-sinistra” sottosegretario del centro-destra, resta da raccontare… non resta più nessuno, li abbiamo raccontati tutti… resta da raccontare Massimo Calearo, quest’ultimo era una grande scoperta di Veltroni che nel 2008 lo candida capolista nel Veneto che Calearo porterà l’impresa, il mondo dell’impresa, delle partite Iva, era ha portato sé stesso, non comanda neanche nella sua azienda di famiglia a Vicenza, dove continua a comandare la madre, nonostante l’età, anche perché il figlio è Massimo Calearo, il quale nel frattempo ha lasciato il PD dove avere agguantato la poltrona perché gli piaceva l’Api del Rutelli, il terzo polo, poi naturalmente al momento della fiducia ha fondato con Scilipoti e Cesario il gruppo dei responsabili, si è proposto come Ministro dello sviluppo economico, ma l’hanno fregato, ci hanno messo Romani e allora cosa restava da fare? Lo strapuntino, è diventato sottosegretario con la delega che non è molto chiara perché non è proprio un sottosegretariato, è un posto di consigliere personale del Presidente del Consiglio per il commercio estero, quando era sospettato di essersi fatto comprare lui disse “beh sì offrono fino a 500 mila Euro” gli dissero, lei li prenderebbe? Lui rispose “ma quando mai, uno come me vale almeno 5 milioni” era una questione di listino prezzi.

Quanto ci costano questi signori a proposito di prezzi? Il Fatto Quotidiano ha fatto un calcolo, lo trovate su Internet e sul sito un articolo molto bello di Eduardo Di Blasi che spiega che il sottosegretario ogni anno ci costa 40.400 Euro di indennità lorda, poi ha un capo di gabinetto che ci costa 160 mila all’anno, poi deve avere due autisti per l’auto blu, una Lancia Thesys o un auto equivalente, due autisti perché fanno i turni è ovvio, 72 mila Euro l’anno, poi deve poter utilizzare il personale interno e esterno all’amministrazione e avere un suo ufficio stampa, 80 mila Euro.  Poi c’è da predisporre il suo ufficio presso il Ministero, l’ufficio del sottosegretario, totale costo per ogni sottosegretario 352.000 Euro all’anno che moltiplicato per i 9 sottosegretari, fa 3 milioni e rotti all’anno, in più se è deputato il sottosegretario prende 170 mila Euro e se è Senatore ne prende 180 mila.  Questi sono i costi che naturalmente aumenteranno ulteriormente se arriverà un’altra infornata di sottosegretari cambiando la legge, immagino che chi aveva votato il centro-destra perché si proponeva come l’anticasta, forse avrà qualche dubbio, forse potrebbe persino questo fatto far ragionare qualche leghista, visto che non c’è neanche un leghista nella nuova infornata dei sottosegretari, i leghisti chissà se si ricordano ancora di quando gridavano contro Roma ladrona perché faceva le cose che adesso fa il loro governo, passate parola, buona settimana!